Salute. Sclerosi multipla: perché il nostro sistema immunitario si rivolta contro di noi?

La sclerosi multipla, o SM, è una malattia autoimmune che colpisce la mielina, la guaina protettiva che circonda le nostre fibre nervose, causando danni e interrompendo la comunicazione tra il cervello e il resto del corpo.
Da quel momento in poi, la malattia si manifesta con disturbi motori, sensoriali, dell'equilibrio e della vista, che possono essere responsabili di disabilità a lungo termine. La forma più comune si sviluppa attraverso "riacutizzazioni" (periodi di peggioramento) seguiti da un periodo di remissione.
È come se il nostro sistema immunitario, che dovrebbe proteggerci, fosse diventato nostro nemico. Ma quali sono i meccanismi alla base?
A Tolosa, un team guidato da Meryem Aloulou e Nicolas Fazilleau, rispettivamente responsabile della ricerca e direttore della ricerca presso l'Inserm, sta studiando più specificamente il ruolo delle cellule immunitarie.
Il ruolo essenziale di alcune cellule immunitarieHanno scoperto che le cellule immunitarie chiamate "TFR regolatori" svolgono un ruolo chiave nello sviluppo della malattia. Presenti in quantità anomale nel sangue dei pazienti durante le riacutizzazioni, queste cellule promuovono la migrazione di altre cellule (linfociti B) verso il cervello, dove innescano l'infiammazione responsabile dei sintomi.
In breve, queste cellule "regolatrici del Tfr" peggiorano l'infiammazione aiutando le cellule B a raggiungere il cervello. Questo è dimostrato da un esperimento condotto su topi con SM. Nei topi privi di cellule Tfr, la malattia presentava una forma più lieve, con meno riacutizzazioni infiammatorie.
Inoltre, i ricercatori hanno identificato una molecola chiamata S1PR2 sulla superficie delle cellule B. Questa agisce come un freno, impedendo alle cellule B di lasciare i linfonodi e limitandone il movimento verso il cervello. Tuttavia, è più abbondante nei topi senza cellule Tfr.
" Per la prima volta abbiamo identificato il ruolo pro-infiammatorio dei linfociti Tfr che sembrano promuovere l'infiammazione", concludono gli autori.
Attualmente non esiste una cura per la SM, ma i farmaci possono rallentarne la progressione. Esistono trattamenti per impedire ai linfociti di entrare nel cervello, ma i loro effetti collaterali sono troppo gravi per un uso prolungato. Questa svolta potrebbe consentire lo sviluppo di terapie più mirate con minori effetti collaterali, agendo specificamente sulle cellule Tfr o sulla loro interazione con le cellule B.
Le Bien Public