Gravina: "La Serie A a 18 non è un tema. Maggiore attenzione sui criteri d'ammissione"
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Primo Consiglio federale dopo la rielezione di Gabriele Gravina e i temi sul tavolo sono tanti e importanti. Per il presidente non c’è più un attimo da perdere, bisogna cercare in ogni modo e al più presto la sostenibilità. Partendo dai recenti casi in Lega Pro ha annunciato l’intenzione di anticipare l'entrata in vigore del rafforzamento di procedure e indici contenuti nel piano pluriennale già approvato lo scorso anno: “Quello che sta avvenendo nel calcio deve far riflettere tutti, a breve sarà convocato un tavolo tecnico, prima del Consiglio federale del 27 marzo, per un’accelerazione su questo fronte: voglio anticipare di un anno il piano strategico, con i nuovi indici di liquidità e un maggiore rigore nell’ambito delle partecipazioni societarie, più altri accorgimenti su criteri di ammissione e controllo durante la stagione. Le componenti hanno risposto con grande senso di responsabilità, condividendo l’urgenza del tema”.
Si torna a parlare dunque di riforma dei campionati: “È un’esigenza oggettiva di sistema. La sostenibilità richiede un progetto, se non si mette mano all’organizzazione e ai format è un cane che si morde la coda. Questi format evidenziano lacune. I tempi? I tempi sono ieri, bisogna accelerare. Rispetto al passato ho trovato da tutte le componenti, dalla Serie A con la sua autonomia in giù, molta comprensione e senso responsabilità. Ridurre la Serie A da 20 a 18 non è un tema, la questione riguarda altre situazioni come la Serie B, dove la quintultima è borderline tra playoff e playout e questo costringe diverse società a sostenere costi pazzeschi solo per il timore di non scendere in C. Abbiamo il dovere di salvaguardare le competizioni”.
Riguardo ai controlli sulle vendite dei club dice: “Non possiamo prevedere il fallimento di un’attività commerciale durante l’anno, ma dobbiamo tutelare le competizioni. Io voglio poter esprimere come Figc il consenso al passaggio delle quote. Questo avrà un impatto sul codice civile, se non sarà possibile chiederemo le garanzie dovute”.
Gravina è intervenuto anche sul documento della 7ª Commissione al Senato che invita il governo a valutare una serie di aiuti al calcio, a partire dall’abolizione del Decreto Dignità sulle pubblicità per le scommesse: “Era uno degli elementi della mia piattaforma programmatica. Da parte mia c’è soddisfazione perché nel documento ci sono moltissimi spunti da me rappresentati in sede di audizione. Ringrazio tutta la Commissione e sono convinto che il ministro dello Sport, che conosce bene il nostro mondo, saprà interpretare nel miglior modo queste indicazioni”.
Il Consiglio ha anche eletto i vicepresidenti. Come si pensava sono stati confermati Umberto Calcagno dell’Aic (vicario) e Daniele Ortolano della Lega Dilettanti. Non c’è Ezio Simonelli, presidente della Lega Serie A, che è stato però eletto insieme a Matteo Marani (Lega Pro), Giancarlo Abete (Lnd) nel Comitato di Presidenza che si incontrerà ogni due settimane. Nei giorni scorsi Simonelli aveva esternato una certa delusione per la mancata vicepresidenza, parlando di errore da parte del Consiglio pur nella consapevolezza dell’esistenza di “accordi precedenti”. Gravina risponde: “Accordi precedenti non ci sono stati, c’è una norma statutaria che prevede le elezioni dei vicepresidenti, una proposta sì e a me sarebbe piaciuto avere la conferma dei due vice. La posizione di Simonelli è comprensibile, ha rivendicato un maggiore coinvolgimento delle Leghe professionistiche".
La Gazzetta dello Sport