Sinner e Alcaraz scelgono lo chef Diego di Riccione a New York

Riccione, 29 agosto 2025 — Che New York, durante gli US Open, diventi un palcoscenico non solo sportivo, ma anche mondano, è cosa nota. Ma questa volta a rubare la scena non è stato un colpo di rovescio o un dritto lungolinea: bensì un piatto di pasta fresca e un calice di vino. Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, i due più grandi talenti dell’attuale tennis mondiale, si sono ritrovati nello stesso ristorante italiano a Midtown Manhattan, in particolare l’Osteria Delbianco.
Non a caso: qui lo chef Diego Bigucci, originario di Riccione e noto a tanti come semplicemente “Chef Diego”, porta in tavola i sapori autentici dell’Emilia-Romagna, conquistando ogni anno i palati dei campioni in trasferta americana. E a trovarlo non sono andati solo Sinner e Alcaraz, rispettivamente numero uno e due al mondo del ranking, ma anche Andrey Rublev, il 27enne russo numero 15 del seeding.
Un rito che si rinnovaPer Sinner è quasi una tradizione: “Ogni anno, Jannik viene da noi durante gli US Open, è sempre un piacere averlo al ristorante”, hanno scritto sui social dall’Osteria. Il campione altoatesino, nell’immagine, appare sorridente nelle foto accanto allo chef e ai manager del locale, come un habitué che ritrova i sapori di casa.
Non stupisce: a Flushing Meadows l’impegno è massimo e tra allenamenti e partite serve un posto dove rilassarsi senza rinunciare alle proprie radici. E così, tra una partita e l’altra, il 24enne di Sesto Pusteria si concede un piatto di tagliatelle tirate a mano, come gliele preparerebbe la nonna. Una “coccola” che in certi momenti può valere quanto un allenamento ben fatto.
Anche Alcaraz non resisteMa la vera sorpresa è arrivata con Carlos Alcaraz. Il fuoriclasse spagnolo, numero uno del ranking mondiale, ha fatto tappa nello stesso ristorante. Anche lui immortalato accanto allo chef, con la scritta eloquente: “Serviamo i sapori italiani al campione Carlos”. Una scena che ha scatenato la fantasia dei tifosi: i due rivali di campo, separati da pochi tavoli, a condividere la stessa passione per la cucina italiana.
Non è difficile immaginare l’atmosfera: il brusio della sala, i piatti che arrivano fumanti, qualche sguardo di curiosità da parte degli altri clienti. E intorno a loro, un pezzo di Emilia-Romagna trapiantato nel cuore di Manhattan.
Il sogno di Diego, da Riccione a ManhattanProtagonista silenzioso di questa piccola favola è lo chef Diego. Cresciuto a Riccione, ha imparato l’arte della cucina nella sua regione e poi ha girato l’Europa, lavorando persino con Alain Ducasse a Parigi. Dopo anni a New York, nel 2020 ha realizzato il sogno di aprire il suo ristorante, dedicandolo alla nonna Maria Delbianco, fonte d’ispirazione e custode delle ricette di famiglia.
Il suo menù parla emiliano: pasta fresca, zuppe, carni alla griglia e vini selezionati. Ed è lì, tra un ragù fatto a regola d’arte e una bottiglia di Sangiovese, che due dei più grandi campioni del tennis mondiale hanno trovato un terreno comune, lontano dal cemento del Flushing Meadows ma vicino alle radici italiane.
İl Resto Del Carlino