Ucraina, Salvini: 'Parlare ora di mandare soldati a Kiev non ha senso'
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"Parlare oggi di mandare soldati italiani in terra di guerra non ha senso, non mi esercito neanche a dire chi e come. Prima Putin e Zelensky devono deporre le armi e poi ragioneremo di tutto". Lo dice il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, rispondendo alla stampa estera. Quanto alla spesa militare "si può aumentare, ma l'ultima cosa che faccio è tagliare la spesa sanitaria per aumentare la spesa militare. O - prosegue - è tutto fuori dal pacchetto dei vincoli europei, e allora è un altro paio di maniche, ma se devo decidere se investire in ospedali, scuole o carri armati è banale dire che l'ultima delle scelte è quella dei carri armati".
"Se dopo tre anni di guerra e morti, si ipotizza un dialogo tra Russia e Ucraina il merito non è sicuramente dell'Europa ma di Trump. La spinta di Trump va presa dal punto di vista positivo, non come competizione", afferma Salvini auspicando ci siano "concreti dialoghi di pace". E sull'invio di militari italiani, Salvini ricorda che "noi abbiamo 7.500 soldati impegnati in missioni di pace in giro per il mondo per una spesa superiore al miliardo. Prima di spendere un euro in più o ipotizzare l'invio di un soldato in più occorre essere assolutamente certi di quello che si fa e di come si fa, altrimenti l'esempio dell'Afghanistan non è lontano dalla nostra memoria".
Costa: 'Il 6 marzo decideremo su sostegno a Kiev e difesa Ue'"Stiamo continuando a lavorare su uno stretto coordinamento europeo. Oggi il presidente Emmanuel Macron ha informato i leader dell'UE sul suo incontro con Donald Trump all'inizio di questa settimana a Washington. Molto utile per preparare il nostro Consiglio europeo straordinario del 6 marzo, dove prenderemo decisioni sul nostro sostegno all'Ucraina e sul rafforzamento della difesa europea". Lo ha scritto su X il presidente del Consiglio Ue, Antonio Costa.
Intanto Voldymyr Zelensky sui social scrive che "l'integrità territoriale, la sovranità e la sicurezza dell'Ucraina non sono e non saranno soggette ad alcun compromesso. Il Giorno della Resistenza nella nostra Crimea è un giorno di rispetto per l'onestà, per l'Ucraina. E ringrazio tutti coloro che mi sostengono!. Oggi - si legge ancora - è un giorno di coraggio e onestà per tutti coloro che non hanno chiuso un occhio sull'occupazione russa della nostra Crimea. Proprio in questi giorni, 11 anni fa, è iniziata l'aggressione russa contro l'Ucraina, precisamente con l'illegale e spregevole sequestro della Crimea.Ma la giornata del 26 febbraio ha dimostrato che ci sarebbe stata resistenza: resistenza dalla Crimea, resistenza da tutta l'Ucraina. Questa giornata ha dimostrato che ci sono e ci saranno persone che non accetteranno le bugie e non abbandoneranno le loro case", aggiunge.
Lavrov: 'Gli europei incitano Kiev a continuare il conflitto'I Paesi europei stanno incitando l'Ucraina a continuare il conflitto di fronte ai "cambiamenti negli equilibri politici". Lo ha affermato il ministro degli Esteri Serghei Lavrov. "Quando gli equilibri politici sull'Ucraina cambiano, come è evidente dal voto nelle Nazioni Unite, l'Europa cerca immediatamente di sabotare questa tendenza, annunciando nuovi grandi pacchetti di aiuti militari a Kiev, incitandola a continuare a combattere", ha detto Lavrov, citato dall'agenzia Tass, durante una visita in Qatar. Funzionari russi e americani si incontreranno domani a Istanbul per discutere del lavoro delle rispettive rappresentanze diplomatiche.
ansa